Toy Story 4: La recensione Il quarto capitolo della saga sui giocattoli più amati targati Disney

Toy Story

Il quarto capitolo di Toy Story segna un grande successo per la Disney/ Pixar, battendo ogni record di incassi nel primo Week end.

Toy Story 4 si incentra su Woody, e sulla sua continua ricerca di un bambino per il quale essere un giocattolo. La sua attuale bambina, Bonnie, non lo sceglie molto per giocare preferendo sempre gli altri. La malinconia di Woody traspare alla perfezione, facendo apparire le sue emozioni molto chiare. In questo quarto capitolo della saga ritroviamo Bo-Peep, la bambola che era stata regalata ad un’altra bambina. 

Woody andando di nascosto all’asilo con Bonnie, capisce l’importanza del nuovo giocattolo da lei creato, Forky, e durante tutto il film dovrà cercare di far capire al nuovo arrivato l’importanza di avere un bambino che giochi con loro. 

Durante la vacanza, Forky si smarrisce e Woody lo dovrà recuperare. Nel tentare il recupero dell’amico, si imbatte nella lampada di Bo-Peep in un negozio di antiquariato, dove la bambola Dolly controlla il negozio, rapendo Woody per il suo riproduttore vocale. Durante la pellicola vengono approfonditi molto i personaggi principale, da Woody a Bo-Peep, passando per Forky. 

Toy Story
Forky, in una scena di Toy Story 4

LA MANCANZA DI FRIZZI ED IL DOPPIAGGIO

Uno dei punti che più non convinceva i fan su questo Toy Story 4, era il dubbio su chi dovesse doppiare Woody nella pellicola. Dopo un’attenta riflessione la produzione ha optato per un doppiatore professionista, la persona che in Italia da la voce a Tom Hanks, Angelo Maggi. 

Toy Story

Maggi non ha assolutamente fatti rimpiangere Fabrizio Frizzi, rendendo alla perfezione il doppiaggio come Frizzi avrebbe fatto. Il suo Woody è perfetto, in questo nuovo film trasmette tutto l’amore che prova ancora per Andy, il suo primo bambino, e Maggi ha fatto trasparire in modo perfetto la malinconia del cow-boy.

Insieme a Angelo Maggi, nel doppiaggio di Toy Story 4 troviamo anche Luca Laurenti che da la voce a Forky. Perfetta la voce di Laurenti per la caratterizzazione del personaggio, esilarante e in difficoltà nel capire il mondo dei giocattoli, essendo lui una forchetta proveniente dalla spazzatura. Troviamo anche Rossella Brescia a dare la voce ad una ballerina, e Corrado Guzzanti, voce italiana di Duke Caboom, il giocatolo stuntman che nella versione originale ha la voce di Keanu Reeves, infine Massimo Dapporto è di nuovo la voce di Buzz Lightyear.

CONCLUDENDO

Toy Story 4 ha riaperto nei cuori di chi lo ha amato nuove emozioni. La canzone di apertura “Hai un amico in Me” è nuovamente cantata da Riccardo Cocciante. La saga sui giocattoli della Disney sarà sempre molto amata, perché ci si può tranquillamente immedesimare nei protagonisti, nelle loro reazioni ed in alcune caratterizzazioni. 

Toy Story 4 è un lungometraggio animato da far vedere a tutti,  grandi e piccoli, di qualsiasi età. Con un finale strappa lacrime, difficile da dimenticare ed emozionante. -Il nostro voto per questa pellicola è 8.5, perché migliore del terzo capitolo, con un Woody caratterizzato alla perfezione, e rapporti tra i giocattoli sempre più profondi. 

 

FINALE SPOILER

In questa parte dell’articolo farò degli spoiler sul finale dedicandogli qualche riga, perciò:

ATTENZIONE SPOILER

 

Nel finale Woody dopo aver incontrato di nuovo Boo-Peep ed aver salvato Forky e la bambola Dolly, decide che il suo posto non è più quello tra i giocattoli di Bonnie, ma bensì insieme a Boo-Peep nel Luna-park dove diventa un giocattolo libero. In un finale che spezza il cuore, Woody da l’addio ai suoi compagni di avventure per cominciarne di nuove con Boo e le sue pecorelle. 

Un finale che ci lasciato il groppo in gola, terminando alla perfezione l’evoluzione di uno dei personaggi più importanti di questa saga, ma che di certo lascia aperto ad un eventuale nuovo sequel, e chissà magari Woody e Buzz si incontreranno di nuovo, in fondo come dice la canzone “Hai un amico in Me”: 

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“Con gli anni capirai

che siamo fratelli ormai,

perché il destino ha deciso che

c’è un vero amico in me!

più di un vero amico in me!”

 

 

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