La Terra Dell’Abbastanza: L’esordio di due giovani registi I fratelli D'Innocenzo hanno conquistato il Nastro D'Argento con la loro prima opera, portando ad una nuova ribalta il Cinema italiano

La Terra Dell'Abbastanza

Con La Terra Dell’Abbastanza, i fratelli D’Innocenzo hanno conquistato il Nastro D’Argento come miglior opera prima, al Festival Internazionale del cinema che si svolge a Berlino,conquistando tutti con la loro simpatia e classificandosi al terzo posto per la consegna dell’Orso D’oro.
Questi fratelli gemelli, provenienti da Anzio piccola cittadina in provincia di Roma, hanno ottenuto un grande successo con la pellicola d’esordio, La Terra Dell’Abbastanza.
Un film dal carattere forte, anche se con una trama già vista in precedenza in diversi film e serie tv. La peculiarità del film, scritto e diretto dai 29enni fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, è quella di coinvolgere lo spettatore e farlo immedesimare nei panni dei due protagonisti: i giovani registi hanno messo in scena, in modo crudo e realistico, fatti quotidiani, evidenziando  da un lato la difficoltà di vivere o meglio sopravvivere semplicemente per andare avanti, da un altro la “semplicità” di condurre una vita criminale con tutti i benefici che essa ne comporta in apparenza. Scegliendo la soluzione più facile, il crimine, in pochissimo tempo i due protagonisti della pellicola si trovano coinvolti in traffici illeciti di droga e prostituzione. Ottima la prova di Max Tortora e Luca Zingaretti, perfetti comprimari per i due ragazzi protagonisti, Mirko e Manolo (Andrea Carpenzano e Matteo Olivetti).

Molto positive sono le recensioni dal mondo, prima su tutte quella dell’Hollywood Reporter, che esalta il film ed i due giovani registi, i quali dichiarano già di avere in cantiere due nuovi progetti, un western ed un film dark e parlano della pellicola:

“Con questo film volevamo raccontare di come sia facile assuefarsi al male” raccontano i registi “In un mondo in cui la sofferenza è sinonimo di debolezza i nostri due protagonisti si spingono oltre il limite della sopportazione, fingendo di non sentire nulla. Andranno fino in fondo, perché quando il sangue non fa più impressione e la paura non è più meccanismo di difesa, la violenza diventa l’unico linguaggio comprensibile”.

Continuano poi raccontandoci delle loro origini, e come è nata la loro passione per il cinema:

“Siamo degli autodidatti, non abbiamo seguito un percorso di formazione ufficiale e finora abbiamo fatto lavori umili. Veniamo dalla periferia ma siamo vissuti in un ambiente dove non ci è mancato niente per essere felici, e dove abbiamo scoperto il cinema”.  “Tra noi c’è una fratellanza di immaginazione e poesia, abbiamo visto per anni tre quattro film al giorno, abbiamo studiato l’opera completa di tanti registi. Per il debutto abbiamo voluto una storia semplice, che ci appartiene anche se non è autobiografica”.

 

Ne La Terra Dell’Abbastanza alcune scene, soprattutto quelle ambientate nella scuola Alberghiera, in una cucina o nella palestra,  rievocano momenti del mio vissuto personale; infatti  conosco da vari anni i due emergenti registri e a tal proposito colgo l’occasione per  ringraziare Fabio e Damiano per avermi riportato indietro nel passato, facendomi rivivere con la visione del film situazioni e luoghi nei quali ci siamo conosciuti. Auguro  un grande futuro ai due amici fratelli/registi  dopo il successo ottenuto con  La Terra Dell’Abbastanza.

 

Trama:

Mirko e Manolo sono amici fin dalle elementari, vivono in un quartiere periferico di Roma e frequentano la scuola alberghiera, che sperano di finire al più presto per poter fare i bartender. Una sera, a bordo della loro utilitaria, investono un uomo e scappano senza prestargli soccorso. Dopo gli iniziali sensi di colpa i due amici scoprono che quell’evento tragico può essere un’opportunità per loro. L’uomo investito era un pentito del piccolo clan dei Pantano, criminali della zona, e Mirko e Manolo si guadagnano il diritto di entrare nel clan, ottenendo il rispetto e il denaro che non hanno mai avuto. Sotto la guida del malavitoso Angelo, i due amici iniziano a lavorare per il clan come killer senza avere la reale consapevolezza delle loro azioni.

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